L’attacco dei cloni progressisti

Ci troviamo nell’entroterra, a circa due ore da Johannesburg. Precisamente nella “facility Hinah”: un’ala di una base militare segreta NATO con al suo interno il più sofisticato centro di ricerca e produzione di cloni umani, probabilmente l’unico al mondo.
Un lungo corridoio di metallo anodizzato e vetrate opache lascia filtrare una fredda luce al neon. Vediamo decine di corpi umani di varie razze e fattezze che vengono assemblati in lontananza, osservabili attraverso piccoli spazi in cui i vetri diventano trasparenti.
Luster Von Klauserbach, uno dei luminari storici e tra i fondatori della clonazione umana, ormai sulla sua ottantina, incontra un ospite inaspettato che non visita il centro di ricerca da tantissimo tempo: Massimo D’Alema.
Da giorni, i sistemi di intelligenza artificiale prescrittiva del Comando Centrale della Cultura per la sezione “Italy” stanno dando segnali di malfunzionamento. Un’anomalia nel gusto e nell’estetica degli spettatori italiani, televisivi e social, si sta sinuosamente innestando nella mente collettiva. È una corsa contro il tempo: bisogna prendere delle precauzioni, e anche velocemente.
Ecco perché il nostro eroe ha interrotto il suo viaggio a Saint Moritz ed è salito di tutta fretta su un jet privato per partecipare a questo incontro richiesto d’urgenza.
LVK: Come vi state trovando con i nuovi modelli?
MDA: Abbastanza bene.
Si vede, all’interno di una busta di plastica sottovuoto, il corpo di un droide umanoide con la faccia di Raffaele Giuliani. La confezione viene aperta da un coltello meccanico e il corpo lasciato scivolare dolcemente dentro una blastula contenente liquido amniotico sintetico. D’Alema viene colpito dal volto.
MDA: Ma quell’esemplare non è stato già deployato?
LVK: Abbiamo sempre delle scorte per ogni evenienza. Qui non ci sono assicurazioni che pagano i danni: i danni non ci possono essere e basta, come lei ben sa. A che dobbiamo il piacere della vostra visita?
MDA: Ecco, vorremmo capire insieme a voi se possiamo ancora arginare questa deriva culturale che stiamo vivendo, magari attraverso alcuni dei vostri ultimi ritrovati. Avevamo portato con noi dei documenti e sarebbe utile discuterne insieme per capire la fattibilità di alcune realizzazioni in tempi relativamente brevi.
LVK: Prego, mi segua. Andiamo a discutere delle proposte e vediamo come possiamo accontentarvi.
Sarebbe interessante disquisire di come, tra tutti i posti del pianeta, proprio il Sudafrica sia diventato il polo di ricerca planetario sulla generazione dell’uomo.
Diciamo soltanto che già gli antichi costruttori fecero base proprio qui. Il Sud dell’Africa vanta infatti le più antiche miniere d’oro, elemento essenziale per la creazione del soma di quelli che furono i primi ADAM. Addirittura, attraverso l’oro monoatomico si ottenne l’Adam dotato della facoltà di riprodursi, che poi saremmo noi, gli “Homo sapiens”.
Poi i costruttori sono andati via, almeno così pare, e i sottoposti incaricati di gestire la mente collettiva del pianeta ottennero in concessione questa formidabile tecnologia. O forse se la sono presa senza permesso: non conosciamo i dettagli.
Fatto sta che, nel loro piccolo, la generazione e la clonazione umana hanno attraversato numerose migliorie per soddisfare gli ultimi bisogni delle classi dominanti.
MDA: Che problematiche state riscontrando con questi modelli?
LVK: No, nessun problema particolare. È che, sulla tabella di marcia per i prossimi stadi evolutivi della sezione “Italy”, stiamo notando un certo rallentamento. Monitorando le iridi dei consumatori sottoposti ai vostri prodotti, ecco, ci stiamo rapidamente rendendo conto che non sono più perfettamente allineati a un certo tipo di gusto.
MDA: Ma questo ci sembra molto strano. Dalle rasterizzazioni degli ultimi decenni vi possiamo confermare che, almeno a livello estetico, la credibilità e la genuinità hanno superato di gran lunga qualunque tipo di parametro meta-comunicativo prefissato dai test di lancio.
LVK: No, ma i dati li conosciamo. Li abbiamo anche comprovati con altri centri di consulenza e ce li confermano. Ci tengo anzi a specificare che voi non avete colpa: è solo che si è verificata un’anomalia.
MDA: Prego, si esprima liberamente, non si preoccupi.
LVK: Sta già ritornando l’estetica ariana, non so come dire.
MDA: L’estetica ariana? Impossibile. Dovrebbe trattarsi di un’allucinazione delle vostre IA. Rimarrà sempre qualcosa di nicchia. Ormai sono diversi secoli che si lavora contro quel tipo di estetica culturale. Sappiamo bene che il nazismo e il fascismo hanno dato, soprattutto, l’ultimo, come dire, colpo di grazia.
È impossibile, le assicuro. Ciò che convince le masse sono il vittimismo, il bicipite molle e l’occhiale tondeggiante, che dimostra subconsciamente una sensibilità umana nel non poter vedere lontano, nell’essere indifesi e quindi onesti, e quindi in buona fede.
MDA: Guardi, non vorrei insistere, ma la pregherei di aggiornarsi almeno sulla nostra parte di mondo. I dati che stiamo raccogliendo sono alquanto preoccupanti. Anzi, la curva è già oltre il contenibile.
Purtroppo, se sono venuto qui con così poco preavviso, è per chiederle di fare qualcosa che il vostro protocollo ha reso ormai obsoleto.
Vorremmo chiedere dei droidi.
LVK: Dei droidi? Ma ormai sono decenni che abbiamo abbandonato questa branca di ricerca e produzione. Un neonato innestato nella giusta famiglia produce storicità nella mente del produttore di contenuti. L’innesto di un droide già formato e adulto, che domani si presenta sugli schermi così, dal nulla, è molto rischioso. Lo abbiamo già fatto in passato. Non ci ripeteremo.
MDA: Temo di dover insistere. Abbiamo bisogno di comunicatori già pronti, calibrati però con un’estetica ariana. E vi chiediamo quindi anche di interrompere la produzione dei neonati piddini. Quantomeno, togliete il parametro miopia.
LVK: Mi scusi, ma con tutto il rispetto non può chiederci di fare modifiche così strutturali alle nostre generazioni.
Inoltre le faccio presente che quasi il 90% del costo è nella generazione. Per la germinazione abbiamo abbattuto i costi fino a renderla praticamente ininfluente. Siete sicuri di voler interrompere ora?
La miopia richiede di operare sul foglietto embrionale. Non possiamo intervenire sul corpo formato, altrimenti la biologia divinatoria prende possesso e corregge.
Ve lo sconsiglio caldamente. Attendete che il trend si riassorba, anche perché produrre ora tutt’altra generazione di comunicatori ariani e interrompere questa germinazione è ininfluente sui costi.
Inoltre, vi ritrovereste fra due o tre decenni con il problema contrario.
MDA: No, guardi, allora non conoscevo i costi. Potete tenerli nelle blastule e lasciarli germinare tranquillamente. Non si sa mai, effettivamente.
LVK: Ma scusatemi, voi vi siete basati esclusivamente sulle espressioni facciali dei consumatori quando consumano i nostri prodotti?
MDA: No, ovviamente analizziamo anche, attraverso rilevamenti satellitari, il pH delle feci prodotte sulla tazza dopo il consumo dei reel Instagram che presentano i vostri prodotti.

Quindi, le assicuro, capiamo al midollo il sentiment che producete.
Ma guardi, veramente, se sono arrivato fin qui non è un falso allarme. Anche perché ormai producono i consumatori stessi, quindi, anche senza le immagini satellitari delle fogne, vediamo i trend da Google Insights.
La cultura non attecchisce. C’è un contro-trend, un certo restio. Non è ancora maggioritario, si intenda, altrimenti non saremmo neanche qui a parlarne, ma è in rapida crescita e ci sta preoccupando molto.
Noi stavamo pensando di fare dei test: implementare alcuni droidi ariani che utilizzino lo stesso frame narrativo, ma con un tono di voce più profondo.
Le leggo qui le specifiche che abbiamo analizzato con i nostri modelli. Potrebbero far rientrare l’anomalia di un 45%.
I denti preferibilmente grandi e con un ratio di allineamento del 75% superiore rispetto a ora. Ovviamente capelli biondi, con una bassa produzione di sebo; azzerare quasi totalmente la sudorazione ascellare e, insomma, corporatura atletica con una naturale postura ortostatica.
LVK: Mi scusi se la interrompo.
MDA: Prego, mi dica.
LVK: Ma questi dati fisiognomici così specifici da dove li avete aggregati?
MDA: Non sono dati aggregati, ma derivano da un singolo caso pilota anomalo.
LVK: Sarebbe?
MDA: Ilaria Salis.
LVK: Mi scusi, ma come sa noi ci occupiamo, almeno in questa branca del centro di produzione, di comunicatori social, televisivi e giornalistici. La sezione politica, come sa, risponde ad altri parametri che non competono a noi. Voi siete sicuri della richiesta?
MDA: Ecco, noi saremmo quasi certi. Le dico, ci siamo resi conto perfino che, ahimè, stanno circolando online delle analisi a riguardo di tutto questo.
Vede, ecco, non so come dire... Ovviamente, intendiamoci, sono molto lontane dall’individuare con esattezza questo luogo, ma la mente collettiva Italia si sta rapidamente rendendo conto delle similitudini fisiognomiche tra i vari produttori.
LVK: Tra i vari operanti, dice?
MDA: Sì.
LVK: Ma direi che è impossibile, mi scusi. Se volete possiamo vederli insieme.
MDA: Avete qui le rasterizzazioni?
LVK: Ma certo, le abbiamo proprio sotto mano.
MDA: Ecco, io ovviamente, ambasciator non porta pena, ma alcuni analisti hanno addirittura ipotizzato una vostra quasi egocentrica necessità di mettere una qualche “firma” sui vostri prodotti.
LVK: Ma queste illazioni tenetele per voi! Voi pensate veramente che abbiamo bisogno di riconoscimento? Noi facciamo il lavoro degli dei, come osa!
MDA: No, mi scusi, mi scusi veramente, non volevo—
Si apre un enorme schermo che inizia a mostrare, uno dopo l’altro, modelli olografici ad altissima risoluzione dei seguenti volti: Massimo Recalcati, Corrado Formigli, Raffaele Giuliani, Edoardo Prati, Gio Pizzi, Pietro Forti, Edoardo Arcidiacono.
MDA: Mi scusi, ma non notate che sono tutti molto simili?
LVK: Beh, certo che lo sono, ma perché sono stati tarati attraverso parametri in grado di massimizzare la penetrazione del loro messaggio.
C’è una forma d’arte in quello che facciamo. Non creda che cambiando qualche parametro si possa magicamente migliorare la cosa.
Ma poi, mi scusi, ciò che lei afferma è tutto da dimostrare. Noi abbiamo altri risultati.
MDA: Sì, però non saprei... Ecco, forse stiamo chiedendo di mettere in discussione qualcosa di molto doloroso per il vostro centro di ricerca, ma noi vorremmo smorzare il messaggio utilizzando come carrier anche il genus dell’ariano.
LVK: Sarebbe una cosa inaudita, che nel tempo non si è mai fatta. È molto azzardato e io lo sconsiglio vivamente.
Se mi permette, sono comunque oltre cinquant’anni che facciamo ricerche in questa branca e le posso assicurare che, da nessun’altra area di competenza linguistica al di fuori della sezione “Italy”, della quale vi state lamentando, ci sono mai arrivati dati e lamentele del genere.
MDA: Noi proponiamo un piccolo droide, solo per testare sul campo che risultati può dare. Vediamo.
LVK: Un piccolo droide?
MDA: No, non piccolo nel senso di statura. Anzi, no. Vorremmo un uomo alto, almeno un metro e novanta.
LVK: Ma questo porterebbe il parametro dell’aggressività percepita dal soma a livelli che cozzano con la sfera meta-comunicativa, io le assicuro.
I consumatori entrerebbero in cluster informazionale e percepirebbero il test come bugiardo. Fallirebbe. Sono sicuro che provocherebbe l’effetto contrario a quello che desiderate.
MDA: Sarà, ma deve capirci. Anche se non sembra, qui sta tutto andando rapidamente in declino.
LVK: Va bene, mi faccia lavorare un secondo.
MDA: Me lo fa subito?
LVK: Certamente, così vi accontentiamo subito.
Allora, io le dico che le fattezze non possono essere così aggressive, si fidi. Capelli non biondi, ma castano chiaro. Va bene senza occhiali. L’apparato dentale, su quello, la posso accontentare.
Però l’altezza, il taglio degli occhi, il colore dell’iride e il taglio della bocca con l’apparato mandibolare, per non parlare delle vostre richieste sulla corporatura, non reggono, le assicuro.
Io le dico che quello che avete calcolato va contro i vostri interessi.
LVK: Io le posso proporre una cosa del genere.
L’operatore della facility richiama un totem e inizia a manipolare alcuni ologrammi, generando lentamente un volto.
Compare il volto di Leonardo Rosi.

LVK: Ecco. Questo potrebbe essere.
È ambiguo, non si capisce bene, e potrebbe abbassare la curva. Adesso dobbiamo ottenere un rapporto dettagliato a seguito dei nostri test mastico-facciali e di intenzionalità vocale.
Ma voi stavate pensando a un volto soltanto da social o dovrebbe lavorare anche in presenza?
MDA: In presenza sarebbe meglio.
LVK: Allora dovremmo costruire il corpo astrale e quello del desiderio, e questo richiede altri sei mesi di tempo.
MDA: Non possiamo farne due versioni? Intanto lo mettiamo soltanto in digitale, poi, quando è pronto il droide completo, dismettiamo quello vecchio e mettiamo in campo quello completo.
LVK: Sì, possiamo fare anche così, ma i costi decuplicano.
MDA: Come sa, quello non è un problema.
LVK: Sì, lo so benissimo, ma io per correttezza la avverto. Va bene, comunque la linea guida è questa.
MDA: La ringrazio. Ora devo prendere subito l’aereo di ritorno per la City.
LVK: Un’ultima cosa prima che ci salutiamo.
MDA: Mi dica.
LVK: Lei è al corrente del problema per il quale i droidi sono stati dismessi decenni fa?
MDA: Non lo ha detto prima? Per la mancanza di storicità?
LVK: Anche. Ma parliamoci chiaramente: chi si mette a cercare la storia di questi personaggi? Anche se poi dovesse trovare l’arcano, non avrebbe accesso ai canali distributivi.
No, il problema è ben più allarmante.
Il droide, non avendo una sua storia, dei suoi ricordi, ma soprattutto una naturale formazione del pensiero che non sia stata generata negli anni bensì innestata in modo sintetico, crea dei pattern neurali che noi definiamo a curvatura.
Adesso, senza andare troppo nel tecnico, è un muro tecnologico insuperabile se non attraverso il centellinare del tempo. La mente lavora su principi quantistici e, accogliendo il paradosso, rimane scoperta.
MDA: Quindi?
LVK: Quindi il messaggio che il droide promulga durante la sua vita potrebbe diventare contraddittorio.
Va tenuta a stretto giro la possibilità di comunicare con esso, di immettere input, e bisogna essere molto attenti alla sua ingestione informazionale. Non parlo soltanto di supporti, ma anche dell’esperienza della vita quotidiana.
Hanno dei lampi, delle illuminazioni. Cambiano idea e comunicano quell’idea.
Questo accade perché la loro mente è molto sensibile e abituata al paradosso. Insomma, può in realtà iniziare a lavorare su principi e frame che noi non desideriamo.
E poi, se notano che qualcuno sta giocando con la loro mente, diventano molto reattivi. Si spaventano, incarnano e rasentano l’iperstimolazione per “contrastare” questi pattern a curvatura. Le scariche bioelettriche producono una sorta di inversione a U: a curvatura, appunto.
MDA: L’ultimo droide in circolazione qual era?
LVK: Questo.
Viene mostrata una foto olografica 3D di Kanye West.

MDA: Ma voi quindi lavorate anche per il nemico?
LVK: No, non ha capito. Lui era stato progettato con le stesse caratteristiche per i nostri scopi, ma si potrebbe dire che il progetto abbia fallito.
MDA: E perché non è stato spento?
LVK: È stato spento e sostituito, ma il problema rimane.
MDA: Va bene. Comunque vorremmo deployare il droide entro tre mesi.
LVK: Faremo il possibile. Solita spedizione o fate ritiro a mano?
MDA: La aggiornerò. Dobbiamo ancora calcolare dove metterlo in campo. Stavamo pensando a Roma.
LVK: Noi, per qualunque cosa, siamo qui.
L’attacco dei cloni progressisti






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