Pausa caffè
- Lorenzo Costabile
- 9 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min

Questo sei tu. Prepari il caffè perché in Italia si fa così dopo pranzo.
Non sei tradizionalista, per niente nazionalista, ma a questa tradizione nazionale ci tieni. Non tanto per il sapore, ma più per il gesto, il rito. L’acqua appena sotto la valvola, la montagnella. E poi hai esagerato con la pasta. E poi devi lavorare, scrivere il commento a quella bozza di racconto. Cerchi la carica, la concentrazione necessaria.
Quindi metti il marchingegno sul fornello e con l’accendino fai scattare la scintilla. Poi illumini lo schermo del tuo cellulare.
Da qualche parte hai letto che il caffè non è precisamente un energizzante ma serve solo a placare i sintomi della stanchezza. Comunque, va bene, pensi, sono molto stanco. Cosa fanno gli amici? Tutti ottime cose. Tutti in vacanza? Così pare.
Home page. Un video sul calcio: costruisci il tuo calciatore ideale. Intelligenza tattica? Piede destro? Piede sinistro? Quanto paghi di affitto a Milano? Un altro video. Troppo, pagano tutti troppo. Un cantautore, ospite di uno show comico, dice serio «La Calabria è il futuro». Meme di sinistra. Patrick Bateman che cammina deciso in una scena di American Psycho, la didascalia: «Quando sali sul regionale e aspetti che un maranza ti importuni per scaricargli addosso mesi di rabbia repressa e accumulata». Meme di destra.
Gli spot della nostra infanzia, le pubblicità dei giocattoli all’ora di pranzo, le trottole, le tartarughe ninja, il fottuto squalo mangia-macchinine per i maschietti e la cucina in miniatura, il bebè col moccio per le femminucce. Tempi semplici. Un altro psicopatico americano discute in uno studio ovale di bombe nucleari, non ne esclude il futuro utilizzo (a fin di bene, chiaramente): concorre per il Nobel sulla pace.
Assumi la posizione del pensatore. La linea di confine tra realtà e finzione, sottilissima, pensi, certo, bisogna scriverci qualcosa. Un articolo umanista, tutto sommato speranzoso, su come l’intelligenza artificiale non sia poi così preoccupante, su come ogni giorno già il reale e l’irreale si confondono di continuo, su come rovesciamo senza volerlo l’universo delle possibilità e sbadatamente abbracciamo l’inquietante e affascinante assurdo. Allora, il commento! «Per gli amici della commissione giudicatrice: il racconto è abbastanza inconcludente, mi pare… la narrazione si interrompe spesso e senza apparente motivo; com’è che si chiama? l’elogio alla noia? il protagonista chi è? e l’antagonista??? il cattivo, si intende; il testo manca di suspense; manca poi il confronto con un qualsiasi Dio, o quantomeno un dubbio amletico; manca…». Video di donna seminuda.
Sbuffa la macchinetta, sta uscendo il caffè. Prendi una tazzina. Dicevamo, video di donna seminuda ma non volgare: cioè, esibisce fiera un sedere ipnotico e una schiena niente male, ma è uno spot, vuole venderti l’intimo che indossa.
Lo riguardi tre o quattro volte perché dura solo pochi secondi e ripensi alla tua ex, al viaggio in Islanda prima prenotato e poi annullato. Anche la vostra relazione è durata praticamente una manciata di secondi. Lo sapevi che a pochi passi da… Prossimo. Non lo sapevo e non lo voglio sapere! Lo dici proprio ad alta voce come per litigare con qualcuno. E se l’avessi voluto l’avrei cercato da me! Ti rendi conto di star sprecando del tempo della tua vita, tempo che avresti potuto quantomeno impiegare per guardare donne veramente nude. Invece assorbi informazioni che non hai chiesto, di cui non hai bisogno. Apri quindi la navigazione in incognito per cercare le donne nude. Il caffè si fredda. Il commento! Chiudiamo tutto. «…credibilità! poi ci si distrae; a furia di inserire collegamenti intertestuali colti o presunti tali, il testo è difficile da seguire e perde anche di credibilità; insomma, voi lo sapete ben meglio del sottoscritto: un autore è autorevole se è capace di inventare senza forzatamente attingere… senza pescare a piene mani dalle opere altrui creando pastiche ridicoli, susseguirsi di visioni psichedeliche, disparate e sconnesse…».
Home page.
Di nuovo lo squilibrato di prima: somiglia al bebè col moccio, ha perfino gli stessi capelli biondi. Le sue dichiarazioni in un intervento microfonato vengono estrapolate, smontate in piccoli mattoncini e smentite da un analista. Ottimo video. Pace ristabilita. Versi il caffè… però sei nervoso. Ti arrabbi perché ti accorgi di quanto lunga sia questa pausa. Ma tu l’aspetti per un giorno intero questa pausa. Il problema non è la pausa in sé, ti rassicuri. È ciò che fai. Corri subito a sincerarti di aprire questa finestra sul mondo, a curarti la claustrofobia. Ma lo sai perfettamente che hai sviluppato una dipendenza affettiva preoccupante.
Il telefono non è mica tua madre. Da quanto tempo è che non senti tua madre?
D’improvviso ti ricordi di quando – c’era la pandemia – avevi deciso di riprendere in mano la tua vita e di svegliarti prestissimo, conciliando un’ora di cyclette con varie telefonate a tutte le persone più care, per dimostrarti affettuoso in quel tempo tanto triste. «Ho deciso... di dare... una svolta... alla mia vita», dicevi ogni volta, col fiatone, e aspettavi la risposta sorridendo e pedalando. Solamente tua madre non ti insultava per quell’orario del cazzo. Dovresti telefonarle adesso. Da quanto tempo è che non provi a risolvere un cruciverba? E Lo Straniero di Camus l’hai letto? Il libro sul comodino, lo tieni lì da circa sei mesi. L’hai letto Lo Straniero? È sufficiente un pomeriggio, due o tre sere al massimo prima di andare a dormire. Macché. Ecco quattro gadget lowcost da portare sempre con te quando vai in campeggio. Con tuo grande stupore apprendi l’esistenza di questo spruzzino-per-culo, un mini-bidet per cacare in allegria nei boschi mentre gli scoiattoli stanno lì, per esempio, sui pini, a fare colazione. Disgustoso. Piuttosto resto a casa, pensi. Prossimo. Video di un bombardamento. Sgrani gli occhi. Video di un bombardamento su una città. È ridotta a polvere, i palazzi sbriciolati. Due anni fa c’erano i palazzi. C’erano bambini. Adesso ci sono pochissimi palazzi e pochissimi bambini. A questi bambini manca tutto. La situazione è inconcepibile, insostenibile.
Sei stanco, sconfitto, ti alzi e sospiri.
Bevi un bicchiere di acqua frizzante per aprire i pori della lingua e poi assaporare il caffè come si deve, come si fa in Italia.
Lo sorseggi rigorosamente amaro.
Questo fai, questo sei tu.






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